Parlare di ciò che è successo oggi al riobar sarebbe troppo scontato. Chiunque si aspetterebbe che io scriva di quando abbiamo legato le mani a fleres dietro la schiena e tutti lo deridevano e lo punzecchiavano. O di quando per liberarlo Franco ha usato l’accendino e gli ha provocato un ustione di 3° grado ai polsi. O di quando un certo D.T. mi ha preso alle spalle e io, per paura di non controllare la mia forza e di provocargli qualche frattura, non ho reagito: tale D.T. mi ha incappucciato e il ricco F.D.P. (che non sono le iniziali di Figlio di Puttana) ha eseguito un nodo oscuro-arcano conosciuto solo dai boy-scout più importanti per tenere chiuso il cappuccio. O di quando il Paletta mi ha chiamato al telefono dicendo che non voleva uscire di casa ma che non sarebbe nemmeno rimasto a casa, e non capiva come ci sarebbe riuscito. O di quando è arrivato il ***CENSURA-CENSURA-CENSURA*** (siamo nel fascismo d'altronde) . O di quando abbiamo cantato “come può uno scoglio” ed eravamo attorniati di cozze. O di quando ho chiamato i miei genitori per dire loro di far scendere F.D.P dal mio motore e loro mi hanno chiesto se fossi ubriaco.
Potrei. Ma sarebbe banale. Quindi non lo faccio.
Vi dico solo una cosa. Esiste un mondo. Non questo. Nemmeno quello. Non si tratta né di nessunDove né della Terra. Un mondo dove regna la magia e i draghi volano. Ci sono molte cose belle, qui, e chiunque può provare a fare qualunque cosa! Puoi camminare, saltare, nuotare, scalare, inventare, parlare, combattere, migliorare, rubare, ingannare, morire. Oh, già, lo puoi fare anche nel tuo mondo… ma qui è molto più divertente.
È Dungeons and Dragons.
Oramai nella IIA si raggiungono livelli di degrado davvero deplorevoli. Questa è una lettera aperta che viene rivolta alle cariche più importanti dello stato affinché si modifichi il contratto lavorativo dei professori della IIA: la richiesta è quella che i nostri docenti ricevano uno stipendio adeguato al loro compito, oramai molto più vicino a quello di assistenti di celebrolesi piuttosto che di normale insegnante.
Oggi, dopo gli innumerevoli ma mai scontati atteggiamenti infantili che hanno portato all’esclusione dall’aula di Paolo Gervasi, i ripetuti interventi della prof.ssa Ginebri per tentare di placare lo spirito ribelle di Geraci si sono mostrati palesemente inutili. Così la nostra cara insegnante, notando che il ragazzo disegnava allegro sul banco, lo chiamò e gentilmente gli chiese <Peppe, perché disegni sul banco? Ti dò io un foglio di carta dai>. Prende un foglio di carta dalla borsa, glielo porge gentilmente e con un bel sorriso rassicurante stampato in volto aggiunge <C-a-r-t-a. Tu la conosci la carta Giuseppe?>. Ed amorevolmente lasciò cadere il foglio sul suo banco.
Giuseppe, soddisfatto, disegnò per il resto dell’ora.
E mentre tutto precipita nell’ignoranza, il ragazzo disegnò. La sua immaginazione prese vita. Alla fine dell’ora quel foglio che prima era bianco adesso mostrava il volto della Carcioffula, della Cettina e, infine, di un tizio sospetto trovato sul libro di storia che si faceva chiamare Necker o Neckem. Bho.
****QUESTO ARTICOLO è STATO RIMOSSO PERCHè PENALIZZAVA EMOTIVAMENTE L'AUTOSTIMA DELLA PERSONA A CUI ESSO ERA INDIRIZZATO. PER PAURA DI SUBIRE UNA (altra) SCRITTA SUL MURO DEL CLASSICO ABBIAMO ACCONSENTITO ALLA CENSURA****
**Chi ha avuto la fortuna di leggere, ha potuto sapere. Che gli altri sprofondino nell'ignoranza.**
“l’alunno Giuseppe Geraci con la scusa di uscire per andare in bagno bussa con violenza alla porta della IA disturbando la lezione della professoressa Lizio. Si richiedono provvedimenti del preside.” Prof.ssa Daniela Celi.
“Si invita l’alunno Giuseppe Geraci a interrogarsi sulla propria età anagrafica considerando i suoi atteggiamenti più che infantili. Si convocano i genitori dell’alunno.” Preside Domenico Genovese.
Uno di quei momenti per i quali potrò dire: “io c’ero.”
Ma d’altronde. È la seconda ora, supplenza della prof.ssa Celi. C’è poco da esser lieti considerando che la prof.ssa Sclafani si sta apprestando a mieter vittime per le due ore seguenti: alcuni rivolgono in Dio le ultime speranze sprofondando in devote e articolate preghiere, altri si aggrappano a riti Satanici; c’è chi, rassegnato, invoca un doloroso ma veloce “2” sul registro e chi, in preda alla follia, ha già preso la via dell’alcool.
Onestamente. Non so a quale di queste categorie appartenga Geraci. Forse a nessuna. Forse a tutte contemporaneamente. Il punto è che arriva il momento in cui il nostro eroe, seguito dal sottoscritto e da un intrepido Alessandro Papa, apre la porta e si accinge ad uscire dalla classe.
< DOVE STATE ANDANDO??!!!> Infuria la professoressa. <IN BAGNO UNO ALLA VOLTA. AVANTI PRIMA VA GERACI.>. non l’avesse mai detto Cristo Iddio.
Sappiamo già quali siano le intenzioni di Geraci, ed è per questo che, nonostante i richiami (senza offesa, piuttosto irritanti, oltre che inutili) della professoressa ci appostiamo accanto alla nostra porta per scrutare le mosse del nostro compagno: si avvicina indifferentemente alla porta della IA… eccolo ancora più vicino eh… 4 MALEDETTISSIMI PUGNI CONTRO LA PORTA DELLA IA, E POI FUGGE VERSO LA NOSTRA CLASSE, NOI CHIUDIAMO LA PORTA, SI RIFUGIA IN BAGNO, LE URLA DELLE BIDELLE, LA DISPERAZIONE DELLA CELI ED IO…io… io avrei voluto morire in quell’istante. asdasdasdasdasdasdasds
Ma mi sarei perso una cosa fantastica: la Lizio entra nella nostra classe e con la voce della Lizio grida “MA L’HANNO DETTO LE BADELLE, LE BBBADELLE!!! È STATO LUI, COME SI GHIAMA, GERRRACI, HA DATO PUGNI ALLA MIA PORTA, MA SONO SPAVENTATA!!! PURE GLI ALTRI RAGAZZINI SI SONO SPAVENTATI, NON S FA COSì!!!! BSOGNA PRENDERE PROVVEDAMENTI!!!
Il resto è abbastanza chiaro. La Celi mette la nota, porta Geraci dal preside il quale fa la sua solita, pallosissima e ripetitivissima predica e, come se non bastasse, lascia il suo segno anche sul registro.
Ah. Ho riso anche quando la Sclafani ha visto la nota. Per inciso: ha buttato lì un 4 e ½ a Virginia che studiava da un mese Latino letteratura in quelle 2 ore.