Ci troviamo in una fabbrica di cioccolato. In questa fabbrica ci sono dieci macchine, ognuna delle quali produce cioccolattini di 100 grammi cadauno. Una delle dieci macchine, però, è difettosa, ed invece di produrre cioccolattini di 100 grammi li produce di 110 grammi.
Abbiamo a disposizione una bilancia. Come facciamo a capire qual'è la macchina difettosa nonostante i cioccolattini sono tutti apparentemente identici? Possiamo effettuare, con la bilancia, una sola pesata.
A voi. Io ci sono riuscito in 3 minuti. S**a.
(chi indovina lo faccio direttore della fabbrica di cioccolato di nessunDove e gli assegno anche una cattedra di matematica).
Esempio visivo di come i componenti dell'Armata Brancaleone sono soliti applicare la legge e quindi la giustizia a nessunDove. Anche all'interno dell'AB stessa. In questo caso ad essere stata punita è stata la Carcioffula 'mbriaca. I motivi sono ignoti.
Perchè applicare la pena di morte quando si può fare anche di peggio?
*questo racconto è strettamente collegato all'articolo sull'Universo pubblicato sabato 10 maggio. Non c'entra una pera con l'ultimo su Butterfly Effects pubblicato giovedì 15 maggio. Vediamo chi sarà il primo ritardato che mi collegherà questo testo con quello di Butterfly Effects.*
Immaginate una biblioteca enorme. Tutti i libri presenti in questa biblioteca sono stati generati casualmente da un pc. Sì. Immaginate un computer potentissimo che crei dei testi combinando tutte le lettere dell'alfabeto in tutti i modi possibili. Fino all'infinito. Tranquilli non è una cazzata (fin'ora). Semplicemente immaginate un computer che scrive libri "a caso" combinando tutte le lettere dell'alfabeto per ogni libro in modo diverso. Si verrebbero a formare infiniti libri ognuno con una combinazione diversa di lettere. Ci sarà allora un libro che inizia così: "auhauhssd saduhasd asdiasasdasdasdieedrfljsdaks". E uno che inzia così: "otkhlsue awdauhweyuegdehdh sdi sds sss ia aisdjedjo". Poi, ovviamente, ce ne sarà uno tutto bianco. Ce ne sarà anche uno che inizia con la lettera "a" e poi tutto bianco. Un altro ancora che inzia con uno spazio bianco, poi la lettera "a" e poi tutto bianco.
Essendoci tutti i libri possibili (poichè ci sono tutte le combinazioni di lettere possibili), questo potentissimo computer "genererà" anche un Iliade, un Odissea e una Divina Commedia. Mi pare logico. Il punto è che, fra tutte queste infinite possibilità, si formerà anche una Divina Commedia, ma con Fantozzi protagonista.
Strano vero? ma è così. Se ci sono tutte le combinazioni possibili di lettere si formerà anche una Divina Commedia, scritta in maniera identica, solo che al posto della parola Dante ci sarà la parola Fantozzi.
E ci sarà anche una mia biografia, e una tua biografia, e una tua biografia però di te morto a 10 anni per tubercolosi. E ci sarà anche un intero libro sulla descrizione del tuo gatto o del mio sito. E' così. Mi dispiace. Me l'ha raccontato Carlo. Date la colpa a lui.
P.S. Se è così per la libreria lo sarà anche per il nostro Universo.
“Evan è un ragazzo di periferia che ha avuto particolari problemi durante l'infanzia e che ha ereditato da suo padre un disturbo della psiche che gli provoca dei vuoti di memoria che neanche con la psicanalisi riesce a risolvere. Il dottore allora gli chiede di tenere dei diari in cui annotare tutto quello che accade durante la giornata, nel tentativo di sviluppare la sua memoria.”
Questa è parte della trama del film “the butterfly effects”. Se non lo avete visto fatelo adesso. Fatto? Perfetto, adesso potete proseguire nella lettura.
Crescendo Evan scopre però che grazie alla lettura di questi diari riesce a tornare indietro nel tempo momentaneamente: in questo modo rivive ciò che ha dimenticato e può intervenire per modificare gli eventi futuri. Ma qualsiasi cosa faccia provoca sempre delle conseguenze inaspettate.
Stronzate. Sono semplicemente delle stronzate. Le cose non stanno affatto così.
Il punto è che non esiste una realtà. Non esiste ciò che è vero e ciò che non è vero. Esiste solo ciò che noi crediamo sia vero e ciò che non crediamo sia vero.
Ma andiamo per gradi. Prendiamo ad esempio un episodio chiave del film: Evan ha 13 anni ed insieme ad i suoi amici piazza un petardo nella cassetta delle lettere dei vicini; la signora della porta accanto rientra in casa prima del previsto, si avvicina con il bimbo in braccio alla cassetta e proprio in quell’istante la miccia del petardo finisce e questo esplode. La signora e il bambino muoiono. Da grande Evan, per cambiare la propria storia, legge i diari dell’infanzia, rimembra il fatale episodio e tenta di togliere l’esplosivo dalla cassetta della posta. Egli, però, fallirà nel tentativo poiché riuscirà sì a prendere il petardo, ma questo gli esploderà in mano, facendogli saltare le braccia. Conclusione: una vita sulla sedia a rotelle.
Ora. La mia interpretazione è che leggendo il diario, Evan, ricorda di quando era bambino ma lui NON TORNA INDIETRO NEL TEMPO, poichè sarebbe irrazionale, o comunque dovrebbe esistere una sorta di spiegazione su COME egli torni indietro nel tempo e CON COSA lo faccia. Semplicemente, a mio modestissimo parere, Evan CAMBIA i propri ricordi. Non gli avvenimenti, ma semplicemente i ricordi. Succede che lui, quand’era bambino, ha tolto il petardo dalla cassetta ma, facendolo, perde le braccia. E così tutta la sua storia è cambiata.
Arrivati a tal punto del discorso vi starete chiedendo “ma se lui cambia semplicemente i ricordi come fa realmente a non avere le braccia? E Kayleigh(la ragazza da sempre sua amica) ad esser fidanzata col ciccione(l’altro suo amico)? E come fa ad essere cambiato tutto “realmente”?”. Bhe, è molto semplice. Non esiste una realtà! Noi non siamo materia o niente di simile. Anzi, direi meglio che non siamo niente. Non fate quella faccia di culo, tutto è paradossalmente più semplice di quanto crediate. Io, Dario Fugazzotto, percepisco me stesso, l’aria che respiro, voi che leggete, la tastiera su cui scrivo e il monitor che osservo, ma ciò non vuol dire che essi esistano davvero. Io li percepisco grazie a dei sensi ingannevoli, ma il tutto è semplice frutto della mia immaginazione, frutto dei sensi.
Stesso medesimo discorso vale per il nostro carissimo Evan. Se lui decide di togliere il petardo dalla cassetta dei vicini di casa, tutto il resto della sua vita si evolverà di conseguenza: quindi crescerà senza braccia, quindi l’amico ciccione si farà l’amica Kayleigh, quindi lui(Evan) rimane uno sfigato paralitico sulla sedia a rotelle.
Se i suoi sensi decidono che nel passato egli abbia mandato a fanculo il padre di Kayleigh allora le sue vicende cambieranno di conseguenza. Ma in “realtà” non esiste un passato, un presente, un futuro. Evan non va assolutamente nel passato a mutare gli eventi, poiché non esiste Kayleigh, non esiste la cassetta delle lettere, non esiste un diario, tanto meno esiste un futuro, un presente o un passato. Esistono solo i nostri sensi che ci fanno credere che ci sia un una Kayleigh, una cassetta delle lettere, un diario, un futuro, un presente, un passato e tutto ciò che ne consegue.
Si, lo so. In questo momento starete pensando o che sono mangiato di cervello, o che mi sono mangiato il cervello, o che sono strafatto di canne o tutte e tre le cose contemporaneamente. Ma, obbiettivamente: chi ci può provare che noi esistiamo “davvero”? Chi ci dice che non siamo tutti una sorta di “presa in giro”, di pure e semplici sensazioni. Chi mi dice che io esisto davvero? Che Alessandro Papa ha i capelli lunghi? Che la Mariella sa tutto? Che Paoloski vuole adottare un cervello? Magari, semplicemente io, o meglio i miei sensi, mi fanno credere che il Papa ha i capelli lunghi, che la Mariella sa tutto e che Kekec vuole adottare un cervello. E, sempre i miei maledettissimi sensi, mi fanno credere che anche voi pensiate le stesse cose di queste persone e “vediate” e “conosciate” queste persone.
Se io affermo che il Sole è semplicemente una “percezione” dei miei sensi, ma in realtà non è reale, non è sostanza, voi potreste dirmi che è reale perché anche VOI, oltre me stesso, potete confermarmi che il Sole, di cui io dubito l’esistenza, esiste davvero. Ma anche VOI potreste essere solo una mia immaginazione; io o i miei sensi mi fanno credere che voi mi dite che vedete il Sole, che sentite il suo calore e che vi accorgete della sua illuminazione. Sembra assurdo, ma chi mi può dimostrare il contrario? Anche se uno di voi venisse da me a dirmi “ma coglione io sono qua, esisto, così come esiste il sole e la luna”, tutto ciò potrebbe essere solo una mia immaginazione, una falsità creata dai sensi ingannevoli. E così è per Evan. Lui crede di essere piccolo, di mettere il petardo nella cassetta delle lettere della vicina e di veder esplodere il petardo in mano alla signora, la quale muore nell’incidente. Immagina di crescere con un omicidio sulla coscienza. Diventato grande, allora, immagina di poter andare nel passato e cambiare gli eventi passati. Immagina di prendere il petardo dalla cassetta delle lettere, questo gli esplode in mano e rimane paralitico per il resto della sua vita. Immagina, così, di condurre un intera vita secondo quest’altra “soluzione”, da paralitico diciamo. Ma in realtà non è esistito mai nessun petardo, nessuna vita e nessun Evan.
Ora non vorrei citare Cartesio ma vorrei porre un quesito: perché quello che ci accade in sogno noi lo definiamo come “non reale” e quello che ci accade da svegli lo è. Per quale assurda motivazione? Perché il sogno è immaginazione e la realtà è realtà?
Probabilmente la “realtà”, allora, è una “realtà ingannevole”.
Ok. Se state ancora leggendo potreste chiedervi: “se è vero che non c’è nulla che ci dimostri la nostra reale esistenza, tu, amico fraterno Dario, hai trovato la dimostrazione della veridicità di questa realtà ingannevole?”
Bhe…la risposta è ovviamente no…anche perché se avessi una risposta a riguardo non sarei qua a scrivere su un dannatissimo blog, considerato che dogmatici e scettici hanno cercato una risposta alla domanda circa la nostra esistenza e non sono mai riusciti a trovarla.
Tuttavia alcuni trovano una risposta valida riguardo la nostra esistenza nella fede. “Ci ha creato Dio e noi non possiamo conoscere i suoi progetti…”. Ma che stronzate, per Dio. Che caspita di risposta da ignorantoni è? È una resa, no una risposta per Dio!
Ma in tutto ciò. Un battito d’ali di una farfalla potrebbe causare un uragano dall’altra parte del mondo. E se tirassi una scoreggia?
Tant’è. Queste son solo parole al vento, anzi al web. L’unica cosa che sappiamo è che cenere eravamo e cenere saremo, per cui, come disse qualcuno, tanto vale spassarcela fin quando non ce la quagliamo.
Pace e bene.
L’universo.
Ci sono 2 possibilità. È finito, o è infinito. Ammettiamo la seconda. Cioè, immaginate una cosa infinita. In questa deve essere ammessa ogni cosa. In un universo infinito deve essere ammessa ogni cosa pensabile, probabile o improbabile che sia. Ogni idea di cosa possibile e impossibile, probabile ed improbabile. deve esistere. Un universo infinito comprende un numero infinito di mondi. Un numero infinito di universi. Un grandezza infinita di spazio. Un tempo infinito e infiniti momenti e infiniti casi e infinite possibilità. Per cui ci saranno per forza altri mondi oltre il nostro. E ci sarà un altro mondo abitato da un popolo che non è quello umano. Un altro abitato da umani come noi. Un altro ancora di umani dove ha vinto il nazismo; un altro in cui ha vinto il comunismo. Un altro dove non si è mai sentito parlare di comunismo e di nazismo. Un altro in cui Hitler è stato ucciso da bambino e Cheguevara è morto di febbre gialla a 6 anni. Un altro in cui i dinosauri non si sono estinti, un altro in cui Traiano ha deciso cedere ai Goti parte dell’impero romano Orientale, in modo tale che i popoli barbari non abbiano mai deciso di invadere l’impero. Un altro mondo in cui Napoleone non è mai stato sconfitto a Waterloo e uno in cui Cristoforo Colombo non ha mai scoperto il nuovo continente perché il vento che spirava verso occidente era in quiete e non ha mai spinto le tre caravelle verso ovest, e queste, quindi, non sono mai arrivate in territorio americano. Un altro mondo in cui Di Biagio non ha mai sbagliato il rigore del 98, un altro in cui Roberto Baggio non ha mai sbagliato il rigore del 94, un altro in cui non è mai esistito alcun Roberto Baggio, uno in cui non è mai esistito il calcio e uno in cui il calcio esisteva, il rigore no, e Baggio faceva il muratore. È inutile che fate quelle faccie di culo, ma è così. Se noi ammettiamo che l’universo è infinito ogni cosa pensabile ed immaginabile deve esiste.
Riuscite a pensare ad un mondo nel quale l’uomo non abbia mai scoperto il fuoco? Sì? È una soluzione possibile, anche se non è andata così? Bhe, allora deve esistere. Non può, ma deve. Se l’universo è infinito ci sono un infinità di mondi, perciò se noi possiamo pensare ad un mondo in cui gli uomini non sanno utilizzare il fuoco, questo deve per forza esistere. Questo perché noi stiamo considerando un numero infinito di mondi, quindi dobbiamo ammettere tutte le soluzioni pensabili. Tutte. Se pensiamo ad un mondo uguale a questo ma con l’acqua di colore giallo ci deve essere un mondo con l’acqua di colore giallo, perché essendoci infiniti mondi non possiamo escludere l’esistenza di un mondo con l’acqua di colore giallo, perché se facessimo così ammetteremmo che ci sia qualcosa aldilà dell’infinito, e questo è un paradosso bello e buono. In universo infinito deve per forza di cose esistere ogni mondo immaginabile, perché essendoci un infinità di mondi devono esserci infinite possibilità di situazioni. Probabili o improbabili che siano. Ci sono infiniti mondi. Non molti, non tanti o tantissimi. Non un milione o cento mila milioni di miliardi di mondi o 192348183723642386478234823842368 di miliardi di bilioni di milardissimimilionissimi di miliardi di 12348971287. Ma di più. infiniti. E se sono infinti deve esistere anche un mondo uguale a questo, in cui ci sono tutte le persone che ci sono in questo mondo, ma tranne una. Anche solo una in Thailandia per dire. Un altro mondo in cui ci sono le stesse identiche cose che ci sono in questo, solo che un tizio nello Zinbawe ha un neo nella guancia sinistra invece che nella destra. E ci sarà allora anche un mondo dove ci sono io che sto scrivendo. Però un attimo prima. E uno in cui sto scrivendo. Ma un attimo dopo. Ed uno in cui sto scrivendo, ma con una virgola in meno o un punto in più. O sto scrivendo le stesse cose ma ho il raffreddore o sono bianco di pelle. O tu che stai leggendo sei gay.
Non sono drogato. Se ammettiamo che l’universo sia infinito deve essere in questo modo,devono esserci infiniti mondi, per cui ogni cosa immaginata dovrà essere presente, compreso un mondo in cui le scimmie comandano sugli uomini e un mondo in cui Paoloski è il capo dell’allegra brigata dei coccodrilli del Titicaca. Non c’è un cazzo da ridere, è così. Ci sarà, ovviamente, anche un mondo identico a questo, anzi, un infinità di mondi identici a questo.
Sempre se c’è ancora qualcuno che sta leggendo, questo qualcuno potrebbe dirsi “ma è impossibile che l’universo sia infinito”. No. Qualcuno ha prove che l’universo sia Infinito? No. Ma qualcuno ha prove che sia finito? Neanche. Per cui c’è il 50% delle possibilità che sia finito, un altro 50 che sia infinito.
Tremate. Lì da qualche parte potrebbe esserci un mondo in cui Paoloski è al comando di un esercito di frigoriferi parlanti armati di termosifoni caricati a salve.
Tanti saluti.