mercoledì, 21 maggio 2008, ore 20:32

Ci troviamo in una fabbrica di cioccolato. In questa fabbrica ci sono dieci macchine, ognuna delle quali produce cioccolattini di 100 grammi cadauno. Una delle dieci macchine, però, è difettosa, ed invece di produrre cioccolattini di 100 grammi li produce di 110 grammi.


Abbiamo a disposizione una bilancia. Come facciamo a capire qual'è la macchina difettosa nonostante i cioccolattini sono tutti apparentemente identici? Possiamo effettuare, con la bilancia, una sola pesata.


A voi. Io ci sono riuscito in 3 minuti. S**a.


(chi indovina lo faccio direttore della fabbrica di cioccolato di nessunDove e gli assegno anche una cattedra di matematica).

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martedì, 20 maggio 2008, ore 17:16

Esempio visivo di come i componenti dell'Armata Brancaleone sono soliti applicare la legge e quindi la giustizia a nessunDove. Anche all'interno dell'AB stessa.  In questo caso ad essere stata punita è stata la Carcioffula 'mbriaca. I motivi sono ignoti.


Perchè applicare la pena di morte quando si può fare anche di peggio?

 

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martedì, 22 aprile 2008, ore 14:43


Spaidermen. Il bruno.L'amico del tempo. Lo svizzero. Il sordo. L'immune. Colui che non segna. Tante qualità, un solo uomo: Antonio Cicero. Ma conosciamolo meglio:


Antonio Cicero nasce. Cresce. Come tutti i grandi supereroi mostra sin da piccolo una straordinaria capacità: non sente un cazzo. I parenti sono estasiati: lo insultano, e lui non piange; gli dicono che deve mangiare la minestra con i broccoli, e lui non reagisce; gli dicono che lo stupreranno, lo soffocheranno, lo stupreranno di nuovo, brucieranno il suo corpo e poi lo brucieranno di nuovo, e lui non fa una piega. 


Col passare del tempo si rende conto non reagire a nessuno di questi stimoli esterni destava qualche sospetto, e fu così che decise di rimediare dicendo "si si, tutto sotto controllo" a chiunque lo avvicinava. Una tecnica infallibile. Altro che ragnatele.


Come se la sua potenza non fosse già sproporzionata in confronto a quello che lasciano indurre le apparenze, il suo sesto senso si affinò sempre più: egli era infatti ingrado di sapere, in qualunque momento, che ore fossero. L'amico del tempo è inoltre immune a qualunque pizzicotto e alle prese per il culo. La sua reazione rimane la medesima. Anche di fronte al più in forma dei Paolo Gervasi lo Svizzero non si scompone.


L'amico del tempo. Simulatore e dissimulatore, finge di essere una persona normale, si nasconde tra gli stolti, fine di esser uno di loro. Anzi peggio. Si veste di stracci; sbaglia i goal anche a porta vuota (potrebbe dare nell'occhio) e frequenta gentaglia tipo carcioffula.


Ma è grazia a lui che adesso nessunDove è più sicura. Se l'armata brancaleone si avvale di un supereroe come spaidermen saremo tutti più sicuri. Fin quando ci sarà Spaidermen a controllare le strade di nessunDove tutti potremo dormire sonni tranquilli. A meno che in quel momento Cicero non deve prendere sua sorella. Bhè in quel caso puoi morire.

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martedì, 08 aprile 2008, ore 21:04

A volte capitano cose insolite. Ad esempio? Manca la professoressa di Greco e tutti nella mia classe sono tristi: caspita, penserete voi, che classe di sfigati la IIA che si intristiscono se manca la prof.ssa di Greco. Ma cazzo, vorrei vedere voi. Sto una settimana ad aspettare il venerdì mattina che abbiamo due ore di Lizio e poi quella non ci spunta! Pazienza. Arriva la supplente: prof.ssa Quattrocchi.









Ho capito 3 cose di ciò che ha detto:














  1. "Ho sentito alla radio che si dice che oggi sia la giornata del diamante: da oggi pioverà ininterrottamente per 40 giorni". Majara del cazzo. E che cazzo è? Manco l'alluvione universale. Sta di fatto che ogni giorno negli ultimi quattro giorni almeno una volta ho visto cadere acqua dal cielo. Allora, io non sono superstizioso, ma giuro sulle vostre madri che se al 15esimo giorno ancora piove io vado da quella e le brucio la macchina. Così, preventivamente.







  2. La seconda cosa che ho capito è che i professori si divertono come noi ragazzi. La prof.ssa Quattrocchi ci ha raccontato, infatti, di come il corpo docente dei Liceo Classico si diverta a stilare classifiche e graduatorie varie sulle classi della scuola. Ha aggiunto, con un bel sorriso stampato in volto, che nella classifica delle classi più famose e indisponenti noi siamo primi, con un bel po' di punti di vantaggio sulla seconda. E fin qui niente di strano, in effetti. La cosa strana è che lo diceva sorridendo. Bha. Forse ha scommesso su di noi a inizio anno, non lo so.







  3. La terza cosa inquietante della mattinata è stato quando la nostra cara supplente ha iniziato un discorso impegnato sulla situazione sociale delle donne. Un po' tutti si aspettavano un discorso improntato sulla bassa possibilità per il gentil sesso di entrare a far parte delle alte cariche dello stato e di vari enti pubblici e privati; sulla mancanza di donne in parlamento; sulla superficiale e troppo materialista considerazione che troppo spesso l'uomo ha nei confronti della donna; o peggio, sulla mancanza di volontà da parte di molte donne di aspirare ad una condizione di parità nei confronti dell'uomo perchè preferisono diventare veline o più semplicemente oggetto di desiderio sessuale. Ed invece, signore e signori, la nostra carissima docente di storia e filosofia articola un saggio ma alquanto ambiguo discorso sulla posizione femminile nelle fiabe. E ci parla di una donna vista sempre come un personaggio inutile, oggetto di desiderio dell'uomo il quale è sempre abile nel salvarla dai vari pericoli del mondo delle fiabe (serpenti, draghi maledizioni o maghi e streghe malvagi). Porta esempi come Cenerentola, donna di casa brava esclusivamente a pulire e lavare, il cui obbiettivo è solo accasarsi con un uomo bello e ricco. Idem per Cenerentola. Simil discorso per una Cappuccetto Rosso che non deve incappare nel desiderio della curiosità andando a cercare fragoline nel Bosco, ma deve semplicemente seguire la strada per arrivare a casa della nonna, e niente di più. E fin qua diciamo che, in linee generali, il discorso fila. Ma ad un certo punto la prof. si cimenta in una parte del discorso alquanto particolare: ci dice, infatti, come tutti quegli oggetti che impediscono alla bella di arrivare al proprio obiettivo, o che incutono in lei timore o che, comunque, le proibiscono di arrivare a qualcosa di più del solito principe azzurro, hanno tutti una forma fallica. E questo sta ad indicare come, nelle fiabe, ciò che impedisce alla donna di interpretare un ruolo più importante ed impegnativo della signora sempliciotta che fa le pulizie sia sempre l'uomo ed il maschilismo in se. "Professoressa, ci porta un esempio di fiaba dove si possa trova una suddetta forma fallica che ostruisce la scalata sociale della donna?". "Ma certo, piccino mio" risponde lei. "Il fuso della bella addormentata nel bosco. Quello aveva una forma fallica." Uhmmm...Onestamente...un fuso a forma di pisello io proprio non l'ho mai visto, ma forse quello di Cenerentola era stato acquistato in un Sexy Shop. Magari  era provvisto anche di apposito vibratore, onestamente non posso parlare, non l'ho mai visto da vicino. Non convinto, quindi, ho chiesto un altro esempio chiarificatore alla professoressa, la quale però non è riuscita a soddisfare la mia sete di conoscenza. Allora ho cercato di fare un po' da me, interrogandomi sulla questione e rispolverando la mia cultura fiabesca. Ho passato in rassegna le varie fiabe ma, onestamente, non sono riuscito a trovare alcuna forma fallica. Dai, pensate con me:



















  • Biancaneve: dove sta la forma fallica? La strega per ucciderla ha dato lei una mela avvelenata, mica una banana. No?







  • Cenerentola per arrivare alla festa, visto che non era in lista e non aveva passaggio, ha chiesto aiuto alla fatina. Ma la fatina per procurarle il passaggio ha trasformato in carrozza una zucca, mica, chessò, una pera.







  • Cappuccetto Rosso, se non sbaglio, nel bosco cercava le fragoline, al massimo i fiorellini, ma non certo i cetrioli, suvvia.














Poi onestamente non mi son venute più favole in mente. Ah sì, c'è sempre la Principessa sul pisello, ma quella è davvero troppo banale.









Mha. Capite cosa può provocare un'ora di supplenza? Io rimango favorevole alla lezione della Lizio, tutta la vita. Ancora non so bene che ruolo potrebbe avere lei in nessunDove; magari potrebbe fare la cancelliera. Tanto non so manco che cazzo fa la cancelliera, e non lo sa nemmeno lei, quindi chi cazzo se ne frega.

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domenica, 09 marzo 2008, ore 15:55

E il quarto giorno creò la giustizia.




La giustizia




Già. Se esistono delle regole esisterà, di conseguenza, chi le infrangerà. E, essendoci chi infrange le regole dovrà esistere, naturalmente, chi punirà i trasgressori. Si venne così a creare la giustizia.




 L’arduo compito di mantenere l’ordine e allo stesso tempo il caos (questo equilibrio degli opposti è conosciuto anche come CAOS CALMO) grava sulle spalle di 9 bambini un po’ troppo cresciuti: i componenti de “L’ARMATA BRANCALEONE”.




Il nero, il farfallo, il dormiente, il metallaro, il pampinoto, il saggio, spider-man, il figlioccio e Mr.Smile formano una squadra anti-sommossa formidabile (al 40%) e il loro operato va  a (quasi) gonfie vele.




 Camminano per le strade di nessundove in branco, un po’ come fanno i proto-pampinoti di età compresa tra i 9 e i 13 anni a carnevale con le clave di plastica ripiene di sabbia e le tute blu che sembran le truppe dell’ONU. Ma non tergiversiamo. Dicevo che si muovon in squadra e ogni qualvolta notano una irregolarità passano all’azione.




Questa non prevede l’arresto ne nessun altro tipo di fermo poiché non esiston carceri a nessunDove, ne caserme di polizia. Semplicemente a secondo di vari fattori cambia il tasso e la potenza della pena inflitta dall’ARMATA BRANCALEONE.




I vari fattori che possono incidere sulla pena applicata dalla squadra speciale sono




·        Ovviamente la gravità del reato commesso.




·        Se il reato commesso coinvolge, in una qualche maniera, un componente della banda o una persona riconducibile a loro in qualunque maniera (anche di tipo monetaria), la pena aumenterà notevolmente.




·        La pena è direttamente proporzionale al grado di incazzatura o di voglia di sangue di Paolo Gervasi.




·        La pena è direttamente proporzionale anche al grado di antipatia da parte dei componenti della banda nei confronti del trasgressore della legge.




 Non esistono delle pene proprie per ogni reato. Queste, infatti, possono variare continuamente. Ogni componente dell’armata, inoltre, ha un diverso stile di adempiere al proprio compito. Ma adesso mi rompo il cazzo a parlarne. Magari in futuro.




 L’importante è che voi tremiate al pensiero di questi uomini della legge che seminano terrore e giustizia per le strade di nessunDove grazie ai loro controlli esercitati per mezzo dei posti di blocco ( postazioni di non si movi una fogghia) e ai loro metodi repressivi come le paddazze, i gavettoni, le matite rotte e, soprattutto, le strette di palle. Mamma mia. Fanno malissimo.




 




 




 e il quinto giorno creò la lingua.




La lingua.




Intesa non come organo utile sia alla digestione che alla pronuncia, bensì come particolare tipologia di comunicazione, è piuttosto simile all’italiano corrente. Con alcune aggiunte gergali. Sempre perché mi rompo il cazzo non inserirò tutte queste espressioni adesso, ma verrà creata la categoria “vocabolario” e, quando ho meno da fare del solito, inserirò un nuovo vocabolo con seguente spiegazione.  




Il vocabolario del nessundoviano.




A tempesta”.aggettivo di modo e di qualità. termine con il quale si indica immediatezza. L’azione a cui si riferisce può essere già avvenuta (ho preso un efferalgan a t.-) o può essere sul punto di avvenire (vado nel cesso a tempesta). Spesso può essere accompagnato da un verbo che indichi il senso del dovere (devo accendermi una sigaretta a tempesta).




 




 




 




E il sesto giorno creò la religione.




La religione




La religione del nessundoviano è scandita da 10 leggi scritte da Giosuè, il fratello scaltro di Hosè, che ha usato l'argilla come piano su cui scrivere. 10 leggi che non possono essere infrante se non si vuol incorrere nel peccato mortale (originale, né?)




 1.      Non nominare il nome di Carmelino invano.




2.     Se hai un problema scarica la colpa a Todaro.




3.      Non accenderti una sigaretta nei pressi di Marcolino.




4.     Risolvi per le feste.




5.      Non andare al Tequila col mongo.




6.     I micci sanna a fari.




7.      E chi non batte le mani non scopa domani.




8.     Chiediti spesso “come semu a pompini?”




9.     Non desiderare fare affari col Bacarioto.




10.   Futti e futtitinni.




 Le regole e le usanze di questa religione sono infinibili, le particolarità ancora più infinibili, ma anche questa volta mi rompo il cazzo a parlarne. Magari verrà continuato il discorso un altro giorno.  Tu futti e futtitinni

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