domenica, 01 giugno 2008, ore 13:50

Scommettiamo che: il concorrente Giuseppe Geraci riuscirà, senza farsi attaccare dalle forze dell'ordine, a correre controcorrente gridando e sbraitando lungo la folla che esce tranquillamente dal teatro greco di Siracusa, dopo aver visto la tragedia "Orestea".




 




Avete visto? Bene, riguardatelo. C'è un momento, un solo momento in cui lui, il nostro geraci, capisce a cosa sta andando incontro. Guardatelo, c'è un solo istante, uno solo, in cui una scintilla gli illumina le iridi. E' in quel momento che lui capisce cosa farà.




C'è da dire, per la cronaca, che, anche se non è mostrato dal video, c'è stato un momento in cui altra gente ha incominciato a correre nella direzione di Geraci. Probabilmente hanno avuto paura che fosse successo un incidente, non so, ed hanno preferito, per sicurezza, seguire il nostro caro compagno.




C'è anche chi ha apprezzato il gesto di Giuseppe, dicendo che avrebbe potuto interpretare lui Oreste (protagonista della tragedia n.r.d.), perchè gridavano alla stessa maniera.




Sono complimenti che ti toccano, questi.




Ah comunque complimenti per la scommessa, penso che valga un bel po' di punti questa. Avanti un altro, che vinca il migliore.

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martedì, 20 maggio 2008, ore 17:16

Esempio visivo di come i componenti dell'Armata Brancaleone sono soliti applicare la legge e quindi la giustizia a nessunDove. Anche all'interno dell'AB stessa.  In questo caso ad essere stata punita è stata la Carcioffula 'mbriaca. I motivi sono ignoti.


Perchè applicare la pena di morte quando si può fare anche di peggio?

 

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martedì, 08 aprile 2008, ore 21:04

A volte capitano cose insolite. Ad esempio? Manca la professoressa di Greco e tutti nella mia classe sono tristi: caspita, penserete voi, che classe di sfigati la IIA che si intristiscono se manca la prof.ssa di Greco. Ma cazzo, vorrei vedere voi. Sto una settimana ad aspettare il venerdì mattina che abbiamo due ore di Lizio e poi quella non ci spunta! Pazienza. Arriva la supplente: prof.ssa Quattrocchi.









Ho capito 3 cose di ciò che ha detto:














  1. "Ho sentito alla radio che si dice che oggi sia la giornata del diamante: da oggi pioverà ininterrottamente per 40 giorni". Majara del cazzo. E che cazzo è? Manco l'alluvione universale. Sta di fatto che ogni giorno negli ultimi quattro giorni almeno una volta ho visto cadere acqua dal cielo. Allora, io non sono superstizioso, ma giuro sulle vostre madri che se al 15esimo giorno ancora piove io vado da quella e le brucio la macchina. Così, preventivamente.







  2. La seconda cosa che ho capito è che i professori si divertono come noi ragazzi. La prof.ssa Quattrocchi ci ha raccontato, infatti, di come il corpo docente dei Liceo Classico si diverta a stilare classifiche e graduatorie varie sulle classi della scuola. Ha aggiunto, con un bel sorriso stampato in volto, che nella classifica delle classi più famose e indisponenti noi siamo primi, con un bel po' di punti di vantaggio sulla seconda. E fin qui niente di strano, in effetti. La cosa strana è che lo diceva sorridendo. Bha. Forse ha scommesso su di noi a inizio anno, non lo so.







  3. La terza cosa inquietante della mattinata è stato quando la nostra cara supplente ha iniziato un discorso impegnato sulla situazione sociale delle donne. Un po' tutti si aspettavano un discorso improntato sulla bassa possibilità per il gentil sesso di entrare a far parte delle alte cariche dello stato e di vari enti pubblici e privati; sulla mancanza di donne in parlamento; sulla superficiale e troppo materialista considerazione che troppo spesso l'uomo ha nei confronti della donna; o peggio, sulla mancanza di volontà da parte di molte donne di aspirare ad una condizione di parità nei confronti dell'uomo perchè preferisono diventare veline o più semplicemente oggetto di desiderio sessuale. Ed invece, signore e signori, la nostra carissima docente di storia e filosofia articola un saggio ma alquanto ambiguo discorso sulla posizione femminile nelle fiabe. E ci parla di una donna vista sempre come un personaggio inutile, oggetto di desiderio dell'uomo il quale è sempre abile nel salvarla dai vari pericoli del mondo delle fiabe (serpenti, draghi maledizioni o maghi e streghe malvagi). Porta esempi come Cenerentola, donna di casa brava esclusivamente a pulire e lavare, il cui obbiettivo è solo accasarsi con un uomo bello e ricco. Idem per Cenerentola. Simil discorso per una Cappuccetto Rosso che non deve incappare nel desiderio della curiosità andando a cercare fragoline nel Bosco, ma deve semplicemente seguire la strada per arrivare a casa della nonna, e niente di più. E fin qua diciamo che, in linee generali, il discorso fila. Ma ad un certo punto la prof. si cimenta in una parte del discorso alquanto particolare: ci dice, infatti, come tutti quegli oggetti che impediscono alla bella di arrivare al proprio obiettivo, o che incutono in lei timore o che, comunque, le proibiscono di arrivare a qualcosa di più del solito principe azzurro, hanno tutti una forma fallica. E questo sta ad indicare come, nelle fiabe, ciò che impedisce alla donna di interpretare un ruolo più importante ed impegnativo della signora sempliciotta che fa le pulizie sia sempre l'uomo ed il maschilismo in se. "Professoressa, ci porta un esempio di fiaba dove si possa trova una suddetta forma fallica che ostruisce la scalata sociale della donna?". "Ma certo, piccino mio" risponde lei. "Il fuso della bella addormentata nel bosco. Quello aveva una forma fallica." Uhmmm...Onestamente...un fuso a forma di pisello io proprio non l'ho mai visto, ma forse quello di Cenerentola era stato acquistato in un Sexy Shop. Magari  era provvisto anche di apposito vibratore, onestamente non posso parlare, non l'ho mai visto da vicino. Non convinto, quindi, ho chiesto un altro esempio chiarificatore alla professoressa, la quale però non è riuscita a soddisfare la mia sete di conoscenza. Allora ho cercato di fare un po' da me, interrogandomi sulla questione e rispolverando la mia cultura fiabesca. Ho passato in rassegna le varie fiabe ma, onestamente, non sono riuscito a trovare alcuna forma fallica. Dai, pensate con me:



















  • Biancaneve: dove sta la forma fallica? La strega per ucciderla ha dato lei una mela avvelenata, mica una banana. No?







  • Cenerentola per arrivare alla festa, visto che non era in lista e non aveva passaggio, ha chiesto aiuto alla fatina. Ma la fatina per procurarle il passaggio ha trasformato in carrozza una zucca, mica, chessò, una pera.







  • Cappuccetto Rosso, se non sbaglio, nel bosco cercava le fragoline, al massimo i fiorellini, ma non certo i cetrioli, suvvia.














Poi onestamente non mi son venute più favole in mente. Ah sì, c'è sempre la Principessa sul pisello, ma quella è davvero troppo banale.









Mha. Capite cosa può provocare un'ora di supplenza? Io rimango favorevole alla lezione della Lizio, tutta la vita. Ancora non so bene che ruolo potrebbe avere lei in nessunDove; magari potrebbe fare la cancelliera. Tanto non so manco che cazzo fa la cancelliera, e non lo sa nemmeno lei, quindi chi cazzo se ne frega.

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martedì, 01 aprile 2008, ore 21:51

Risultati della visita d'istruzione di ieri lunedì 31 marzo alla mostra di Caravaggio a Trapani.


"Scusi, ma Caravaggio con quante B si scrive?" Peppe Geraci alla guida.


"Scusa ma come cazzo guidi?"     Cinzia Giambò all'autista mentre guidava.


"Lo sa, l'arte è una grande minchiata"    Erika Cipolla alla prof.ssa Celi.

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sabato, 29 marzo 2008, ore 15:15

Oramai nella IIA si raggiungono livelli di degrado davvero deplorevoli. Questa è una lettera aperta che viene rivolta alle cariche più importanti dello stato affinché si modifichi il contratto lavorativo dei professori della IIA: la richiesta è quella che i nostri docenti ricevano uno stipendio adeguato al loro compito, oramai molto più vicino a quello di assistenti di celebrolesi piuttosto che di normale insegnante.


Oggi, dopo gli innumerevoli ma mai scontati atteggiamenti infantili che hanno portato all’esclusione dall’aula di Paolo Gervasi, i ripetuti interventi della prof.ssa Ginebri per tentare di placare lo spirito ribelle di Geraci si sono mostrati palesemente inutili. Così la nostra cara insegnante, notando che il ragazzo disegnava allegro sul banco, lo chiamò e gentilmente gli chiese <Peppe, perché disegni sul banco? Ti dò io un foglio di carta dai>. Prende un foglio di carta dalla borsa, glielo porge gentilmente e con un bel sorriso rassicurante stampato in volto aggiunge <C-a-r-t-a. Tu la conosci la carta Giuseppe?>. Ed amorevolmente lasciò cadere il foglio sul suo banco.


 


Giuseppe, soddisfatto, disegnò per il resto dell’ora.


 


E mentre tutto precipita nell’ignoranza, il ragazzo disegnò. La sua immaginazione prese vita. Alla fine dell’ora quel foglio che prima era bianco adesso mostrava il volto della Carcioffula, della Cettina e, infine, di un tizio sospetto trovato sul libro di storia che si faceva chiamare Necker o Neckem. Bho.

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