Spaidermen. Il bruno.L'amico del tempo. Lo svizzero. Il sordo. L'immune. Colui che non segna. Tante qualità, un solo uomo: Antonio Cicero. Ma conosciamolo meglio:
Antonio Cicero nasce. Cresce. Come tutti i grandi supereroi mostra sin da piccolo una straordinaria capacità: non sente un cazzo. I parenti sono estasiati: lo insultano, e lui non piange; gli dicono che deve mangiare la minestra con i broccoli, e lui non reagisce; gli dicono che lo stupreranno, lo soffocheranno, lo stupreranno di nuovo, brucieranno il suo corpo e poi lo brucieranno di nuovo, e lui non fa una piega.
Col passare del tempo si rende conto non reagire a nessuno di questi stimoli esterni destava qualche sospetto, e fu così che decise di rimediare dicendo "si si, tutto sotto controllo" a chiunque lo avvicinava. Una tecnica infallibile. Altro che ragnatele.
Come se la sua potenza non fosse già sproporzionata in confronto a quello che lasciano indurre le apparenze, il suo sesto senso si affinò sempre più: egli era infatti ingrado di sapere, in qualunque momento, che ore fossero. L'amico del tempo è inoltre immune a qualunque pizzicotto e alle prese per il culo. La sua reazione rimane la medesima. Anche di fronte al più in forma dei Paolo Gervasi lo Svizzero non si scompone.
L'amico del tempo. Simulatore e dissimulatore, finge di essere una persona normale, si nasconde tra gli stolti, fine di esser uno di loro. Anzi peggio. Si veste di stracci; sbaglia i goal anche a porta vuota (potrebbe dare nell'occhio) e frequenta gentaglia tipo carcioffula.
Ma è grazia a lui che adesso nessunDove è più sicura. Se l'armata brancaleone si avvale di un supereroe come spaidermen saremo tutti più sicuri. Fin quando ci sarà Spaidermen a controllare le strade di nessunDove tutti potremo dormire sonni tranquilli. A meno che in quel momento Cicero non deve prendere sua sorella. Bhè in quel caso puoi morire.
****QUESTO ARTICOLO è STATO RIMOSSO PERCHè PENALIZZAVA EMOTIVAMENTE L'AUTOSTIMA DELLA PERSONA A CUI ESSO ERA INDIRIZZATO. PER PAURA DI SUBIRE UNA (altra) SCRITTA SUL MURO DEL CLASSICO ABBIAMO ACCONSENTITO ALLA CENSURA****
Io conosco una persona che sa tutto. No, no, non parlo di Sponge Bob, e nemmeno di Berlusconi.
È una persona che sa tutto ed io la conosco. Se so qualcosa di decente di quanto succede e non succede in questo mondo credo che lo devo a lei. Anzi, credo proprio che se in Italia il tasso di alfabetizzazione è forse l’unica cosa in aumento che ci sia è propria grazie a Lei, che possiede tutto il sapere del Mondo.
Ma io già me la vedo, un giorno, seduta in quella posa non proprio ortodossa, “un po’ di lato”, diciamo. E davanti a lei quello sformato di provola valsugana che non è altro che Jerry Scotti. Siamo alla domanda da 1milione di euro. 2 maledetti miliardi del vecchio conio, come direbbe qualche celebroleso.
Lei è li. Ed ecco la provola parlante che ripete, con una monotonia che in confronto un termosifone ed un frigorifero son meglio del duo Ciccio e Franco, che la prossima domanda è quella da 1 milione di euro. 2 stramaledette miliardi del vecchio conio. La provola aggiunge, in un impeto di loquacità, che la concorrente ha ancora tutti e quattro i dannatissimi aiuti di cui, ormai, anche le piastrelle del cesso di casa mia conoscono il significato.
Ecco partire quello stupidissimo sottofondo che punta a mettere tensione a te, stolto che guardi la tv, ma soprattutto lei, la concorrente, che è in procinto di fottere 2 stramaledettissimi miliardi del vecchio conio alla mediaset e al suo proprietario. Già, proprio a lui, allo psico-nano glieli sta per fottere i soldi.
La provola legge la domanda:
considerando il saccheggio a cui fu sottoposta Roma il 6 maggio del 1527 da parte delle truppe di Carlo V, in risposta all’appoggio offerto dal papa Clemente VII al re francese attraverso la creazione della lega di Cognac, con la quale si arrivò in poco tempo alla pace di Cambrai del 1529 e, con il congresso di Bologna del 1530, ad il riconoscimento dell’egemonia spagnola nella penisola italiana, la quale fu sottoposta ai suprusi e alla brama di potere da parte di è alcuni uomin, qualiCesare Borgia, conosciuto anche come il duca Valentino, nonché figlio del Papa Alessandro VI, che approfittarono dlell’instabilità politica italiana creatasi proprio dal peggioramento del decentramento del potere e del frazionamento degli stati, consequenza alla quale han contribuito diversi fattori, tra i quali, la troppo spessa tendenza, da parte del papato, di occuparsi dei doveri spettanti per diritto all’imperatore, dalla quale questione, tra l’altro, nacque la così definita “lotta per le investiture” che portò ad una sorta di tregua con il concordato di Worms del 112, in definitiva, tenendo anche in considerazione constatazioni affermate e le conseguenze che da esse posson discernere, la domanda che le viene posta è: quanti peli nel culo ha Folquet de Marshela, mediocre e poco noto lirico provenzale della francia del XII secolo?
La provola termina la domanda con stampato in faccia un sorrisino sarcastico, ed è palesemente visibile come la donna presente al quiz in quel momento stia pensando “ridi ridi, che la mamma ha fatto gli gnocchi”. E prima che questa forma di latticino stagionato possa aprir bocca per elencare quali siano le opzioni a disposizione (A-B-C-D per gli ignoranti), la donna risponde “bhe, semplice: è la risposta D”
La provola, allibbita, è indecisa nel da farsi: guarda dubbiosa la sala di Regia, il telecameramen, il tecnico delle luci,; non sa se sia più saggio elencare comunque le quattro risposte o cimentarsi nella fatidica, deprimente e tristissima routine de “l’accendiamo?” “è sicura?” “è proprio la D?” “parola di lupetto?”.
A sciogliere la situazione non può così esser nessun altro che Lei: “Dica?”. Domanda che, naturalmente, non ammette replica ne risposta.
E fu così che ella si alzò; con quella schiena un po’ così, quella camminata un po’ così, quel sopracciglio leggermente inarcato un po’ così; sopracciglio che vuole farti notare come ciò che essa sta dicendo è semplicemente una cosa banale e risaputoa, ma è tenuta a ripeterla perché tu, ascoltatore interloquente, non ne sei a conoscenza. Povero ignorante.
E tu, si, proprio tu, rimani estasiato dalle sue parole. La vedi camminare per lo studio di Canale 5, spiegando quale sia il quadro letterario del 300 e il contesto storico-culturale dello stesso secolo; ed ella incomincia ad andar a ritroso negli anni e nella letteratura e nella memoria; e tra un Guicciardini ed un Pier de La vigne vieni ammaliato da quelle locuzioni avverbiali un po’ così:
“è peggio che andar di notte”; “parla turco-napoletano”; “l’armata brancaleone”; “geraci ridens, fugazzotto manducans”; “ulla”;
cose che non hai idea neanche per il cazzo del loro significato reale, ma tu, estasiato, annuisci flebilmente con il capo, con quel sorrisino da scemo di guerra stampato sul volto che neanche Leone di Lernia, cazzo.
Cose che, benedetto Dio, potrebbe insultare te e tutta la tua famiglia: FUGAZZOTTO MANDUCANS , cazzo vuol dire fugazzotto manducans???!!! Vorresti cercarlo sul vocabolario, su un enciclopedia, non so; su wikipedia? Ma non lo fai; un po’ hai paura; un po’ non vuoi cercarlo perché tenti di autoconvincerti di conoscere il significato del vocabolo in questione: “cazzo una cosa così banale, come potrei non conoscerla??”
E così, terminato il suo iter storico-culturale sul medioevo e sullo stilnovo, ma anche un po’ sull’umanesimo, sul rinascimento e sul manierismo, su Machiavelli e fin ad arrivare ai giorni presenti e a quelli congiuntivi, terminata codesta spiegazione, LEI, dopo aver camminato per 72 km semplicemente e ininterrottamente compiendo il peripleo dello studio, si siede, soddisfatta; sempre con quella posa un po’ così;
e quando la Provola chiede a Lei “cosa intende fare con questi super-stramaledettissimi 2 miliardi del vecchio conio in caso di vincita? Li darà in beneficenza?” Lei risponde con un banalissimo “Prego?”. Neanche questo ammette replica. La provola, mortificata, si guarda la punta dei piedi, legge sul suo schermo la risposta alla domandona da 1 milione di euro:
Suspance
“Si. In effetti la risposta era esatta. Folquet de Marshela non aveva peli sul culo, come lei ben diceva. Però questa era l’opzione C. Lei ha appena perso 2 super-stramaledettissimamente dannati miliardi di lire. Complimenti.”
La donna si limitò a dire: “ulla”
Si, è così.
Conosco una persona che sa tutto del mondo. E, ripeto, non è ne spongebob ne Berlusconi; non uso pronunciare il suo nome, ma potrei provare a scriverlo:
M a R 1 a c 0 n C c € t T 4 5 c L a F 4 N !
Colei che non deve essere nominata sa. Sa E basta. Sa anche di sapere tutto. E, carissima Cettina, non mi venire a dire che in questo caso lei sarebbe ignorante in quanto non sa di non sapere.
Lei sa tutto e basta. Sa anche questo.
Non c’è Socrate che tenghi.
D’altronde, è anche questione di sapienza se a lei viene affidato l’incarico di Ministro della cultura e di Possedente della sapienza.
Unica clausola: la professoressa Sclafani a nessunDove non avrà alcun potere esecutivo ne politico. Dal punto di vista amministrativo e governativo, infatti, lei non conterà assolutamente una pera. Con tutto quel sapere e quella consapevolezza di conoscenza rischierebbe di metter nessunDove sotto ferrea dittatura e questo luogo rischierebbe di diventare un secondo Liceo Valli. Dove lei è laprofessoressa Sclafan;, ma tutti gli altri non sono un cazzo.
"Coerenza: da latino "cohaerentia", costanza logica o affettiva nel pensiero.
"se tutti i nostri grandi progetti per il Paese non verranno realizzati, me ne tornerò a casa mia, dove sto tanto bene." ( Silvio Berlusconi, 27 aprile 2001)
Era l' 8 maggio del 2001 quando Silvio Berlusconi, a soli 5 giorni dalle elezioni, stipulò a Porta a Porta un il famoso "contratto con gli italiani", presentando ben 6 punti che promette di mantenere perché, come lui stesso afferma "Le promesse fatte si mantengono. Le persone serie mantengono le promesse fatte, altrimenti se ne vanno a casa. Io quando prometto una cosa la mantengo"(Silvio Berlusconi 27 ottobre 2004).
Così il cavliere inserisce la riduzione delle imposte al primo posto del suo contratto con gli italiani:
1. MENO TASSE PER TUTTI. Abbattimento della pressione fiscale con l'esenzione totale dei redditi fino a 11 mila euro, con la riduzione delle aliquote fiscali e l'abolizione della tassa di successione e della tassa sulle donazioni. Le due aliquote non sono entrate in vigore e, soprattutto, la pressione fiscale è rimasta pressochè immutata. L'unico obbiettivo centrato è stata l'abolizione della tassa di successione e di donazione, una legge, tra l'altro, per super-ricchi, come lo è il cavaliere, poichè questa tassa permette agli eredi del signor Berlusconi di risparmiare milioni e milioni di euro. Non di certo ai poveretti che non hanno una pera da lasciare in eredità. Prima promessa non mantenuta.
Ma passiamo al secondo punto.
2. Città più sicure. Attuazione del paino per la difesa dei cittadini e la prevenzione dei crimini che prevede, tra l'altro, l'introduzione del vigile di quartiere, per dridurre sostanzialmente il numero di reati annuali in italia C'è da dire che i reati commessi in Italia nel 2001, l'anno in cui Berlusconi stipula il contratto, sono più di 2milioni e centomila, contro i 2milioni netti dell'anno precedente, per cui in diminuzione (tutto ciò, quindi, durante il governo di centro-sinistra). Negli anni seguenti al contratto (governo centroBerlusconi), dal rapporto Censis, si evince che nei primi 2 anni di governo Berlusconi vi sarà un aumento di quasi il 7 per cento della criminalità, ed i reati toccheranno quota 2milioni e cinquecentomila (cinquecento mila in più rispetto all'anno in cui Berlusconi presentò il programma O_O) La criminalità, quindi, nonostante il poliziotto di quartiere, non è diminuita. A proposito del polizziotto di quartiere: dopo 4 anni di governo questi eroi della legge in attività sono circa 2200. Ma per garantire un poliziotto di quartiere per ogni 10 mila abitanti in tutto il paese (come il cavaliere aveva promesso), considerando che gli agenti bisogna che si diano il cambio ogni 8 ore, occorrerebbero più di 16mila uomini in tutto il paese. Anche Silvio se ne rende conto e ammette che se verrà rieletto aumenterà il numero do agenti ad almeno 10mila uomini. Nell'attessa egli ha mancato anche il seocndo obbiettivo del contratto.
3. Pensioni più dignitoseAnnalzamento delle pensioni minime ad almeno 1 milione di lire al mese(ai tempi, adesso più di 500 euro) Come farà si chiedono tutti. Bhe, semplice, non lo farà. Basta pensare che nel 2001 (quando scrive il contratto) i pensionati che guadagnano meno di 1milione di lire al mese sono nemmeno 6 milioni. Dopo un anno di governoBerlusconi questo numero addirittura aumenta sino alla modica cifra di circa 8 milioni!! Alla faccia della promessa mantenuta!! Pensate che una donna decise di passare addirittura alle vie legali. Nel 2006 Berlusconi viene infatti citato in giudizio da una pensionata, Ida Seveini, che gli cotnesta l'inottemperanza del contratto. Il presidente dovrà presentarsi davanti al giudice di pace accompagnato dai testimoni Bruno Vespa (presente alla firma del contratto con gli italiani) e Maroni (ministro del Welfare). Berlusconi non ha subìto nessuna condanna, ovviamente. Apparte il fatto di aver perso una elettrice. Questa donna, infatti, ha ammeso di aver votato Berlusconi nel 2001 quando l'ha sentito annunciare l'aumento delle pensioni fino a 1 milione di lire al mese. Dopo quasi 5 anni di governo e di attese, la donna lamenta ancora quasi 150 euro in confronto a quanto aveva promesso il premier. Nemmeno la terza promessa è stata maneuta.
4. Più lavoro per tutti. Dimezzamento dell'attuale tasso di disoccupazione con la creazione di almeno 1 milione e mezzo di nuovi posti di lavoro. L'unica delle cinque promesse di Berlusconi che, almeno a metà, o diciamo meglio per un quarto, è stata rispettata. Infatti se nel 2001 il tasso di disoccupazione era del 9,9 %, alla fine della legislatura Berlusconi la disoccupazione sarà calata fino al 7,1%. Quindi, anche se siamo ben lontani dal dimezzamento della disoccupazione (il dato sarebbe dovuto scendere fino al 4,45%) qualcosa si è mosso. E' anche vero, comunque, che, come confermato dall'Instat, il motivo principale della diminuzione dei disoccupati è lo scoraggiamento della ricerca di lavoro: moltissimi disoccupati, infatti, non sono più presenti nelle liste di collocamento non perchè han trovato lavoro, bensì perchè, ormai disperati, si sono fatti cancellare dagli elenchi. Comunque sia, la clausola del contratto non è stata rispettata a dovere.
5. Più cantieri per tutti. Apertura dei cantieri per almeno il 40% degli investimenti previsti dal "Piano decennale per le Grandi Opere". Nemmeno questo punto è stato raggiunto. Alla luce dei dati forniti dal ministero delle Infrastrutture al termine della legislatura di centro-destra, si è raggiunto il 20% degli investimenti previsti dalla legge. Siamo ben lontani, quindi, da quel 40% promesso da Silvio Berlusconi. Quinto traguardo non raggiunto.
6. Se non mantengo vado a casa. Nel caso in cui al termine dei 5 anni di governo almeno 4 su 5 di questi traguardi non fossero stati raggiunti, Silvio Berlusconi si impegna formalmente a non ripresentare la propria candidatura alle successive elezioni politiche. Pur avendo mancato tutti e cinque i traguardi Berlusconi si è ripresentato alle elezioni del 2006, e l'ho ha fatto nuovamente alle imminenti elezioni previste per l' aprile 2008. In questo modo Berlusconi non mantiene nemmeno il sesto ed ultimo punto.
IO NON POSSO ENTRARE
Non stupitevi se troverete un cartello del genere a nessunDove. Anzi, la società di nessunDove ha deciso di porre una ricompensadi 35 kili di cioccolattini (i soldi non esistono) per chiunque porti al gonfaloniere capo massimo supremo reale la testa di Berlusconi. Vivo o morto. E, cazzo, non ditemi che sono un comunista, un estremista o un anti-Berlusconiano di merda.
Alla fine, è solo questione di coerenza.
la società di nessunDove ringrazia Instat e Marco Travaglio e Peter Gomes per i dati.
Certo che da solo a nessunDove non posso restare, quindi avrei deciso di popolare la zona.
Ovviamente non è che sono tutti in lista eh, non siamo mica all’inside, perciò si pensava ad una lista di ammessi e non ammessi. I nomi degli ammessi e non ammessi li troverete nell’album di nessunDove, con relative informazioni a proposito dal lavoro da loro compiuto nella loro nuova patria (dovranno pur servire a qualcosa), e motivazione per la quale gli individui in questione sono stati ammessi o meno;
Per accedere all’album di nessunDove potete cliccare su “foto recenti” nel menù di sinistra ;)
Come vedete, il primo ad essere stato ammesso e Peppe Thasbigghiari Geraci (vi avevo detto che a nessunDove come nell’antica Roma tra il nome e il cognome è solito inserire il soprannome? Bhe adesso lo sapete).